Il 24 settembre del 1989 la P.A. della Spezia distaccò una delle sue ambulanze presso la nostra sede; iniziò così per tutti i militi un lavoro intenso e con una punta di orgoglio potemmo dimostrare che ciò che era stato programmato si era realizzato.
Il solito giorno abbiamo ricevuto in dono la bandiera sociale, finemente ricamata da una nostra milite.
Il 23 aprile del 1997 venne costituita l’Associazione vera e propria non più succursale di Portovenere, ma ente autonomo.
Nel dicembre dello stesso anno la nuova associazione che mantenne il nome di Pubblica Assistenza Croce Bianca Le Grazie ebbe anche il riconoscimento della Giunta Regionale e l’iscrizione agli appositi registri degli enti di volontariato.
Come “Motto” della Nostra Associazione abbiamo scelto la frase in dialetto graziotto Dène ‘na Màn che significa Dateci una Mano.
Siamo partiti con una sola ambulanza messaci a disposizione dalla Pubblica Assistenza della Spezia

Ci siamo improvvisati soccorritori e fin dall’inizio abbiamo aderito all’ANPAS (Associazione nazionale Pubbliche Assistenze) che raggruppa associazioni impegnate giornalmente in emergenze sanitarie di Primo Soccorso, Protezione Civile e Servizi Ausiliari.
Oggi abbiamo un nutrito parco macchine: tre ambulanze, tre vetture ausiliarie e tramite vari corsi di primo soccorso, in collaborazione con il Servizio 118, ci siamo qualificati.
Il volontariato in questi anni è cresciuto, anche la legge ha riconosciuto il lodevole valore di questa attività che deve essere prestata in modo personale, spontaneo, gratuito e senza scopo di lucro.
I volontari sono persone che hanno scelto di far crescere nel tempo una realtà in cui bisogna essere disponibili 24 ore su 24, 365 giorni all’anno per correre in soccorso di chi ne ha bisogno.
La forza della nostra associazione deriva infatti da fondatori, militi e volontari che hanno operato questa scelta e che con grande impegno e sacrificio riescono a mantenerla viva giorno per giorno.
Ricordandovi che siamo partiti da zero, oggi siamo riusciti con molti sacrifici ad avere un discreto capitale finanziario e immobiliare e un buon parco macchine, oltre ad un gruppo di amici che forma una comunità di volontari e che è l’anima di questa associazione.
Molto quindi è stato fatto, ma molto bisogna ancora fare, è per questo che chiediamo col cuore “Dène ‘na Màn”.