Il suo compito primario è molto semplice, quanto difficile:
- Rispondere alla chiamata di soccorso con tempistiche e modalità prefissate da parametri standard.
- Giungere sul luogo dell’emergenza.
- Analizzare la situazione.
- Coordinarsi con le altre strutture del servizio 118 per garantire il migliore soccorso.
- Prestare il primo soccorso per stabilizzare la situazione e fare in modo da non aggravare la condizione secondo certi protocolli.
- Trasportare l’infortunato al pronto soccorso garantendone la stabilità delle condizioni e l’incolumità generale.
- Operare in collaborazione con tutte le altre strutture competenti per la gestione del paziente (anche dopo le prime cure ospedaliere) sino a quando è necessario.
Oltre a questo compito svolge anche servizi ausiliari (come il trasporto di infermi non in condizioni di emergenza o varie forme di servizio sanitario diverse) che sono in carico all’associazione.
Per fare questo il milite-soccorritore è “incaricato di pubblico servizio” e ne assume ogni competenza, onere e responsabilità di fronte alla legge, oltre che per l’impegno morale.
Per coprire questo ruolo ogni associazione di pubblica assistenza, come la Croce Bianca delle Grazie, mette in campo delle persone che garantiscono un impegno costante, nell’arco delle 24ore, a favore della comunità tutta, ed in ogni momento che ve ne sia necessità.
Purtroppo di fronte ad un sempre maggiore bisogno i militi disponibili sono sempre meno, questo perché senza ombra di dubbio parliamo di un vero impegno a favore della comunità, che in altro modo sarebbe assente.
Essere un milite soccorritore vuol dire farsi carico di un dovere verso gli altri in maniera concreta, costante e qualificata.
Quando si partecipa ad un primo soccorso sanitario in emergenza il milite deve essere pronto ad intervenire su ogni situazione oltre alle tante (troppe) particolarità che si devono affrontare dal punto di vista sanitario (il milite soccorritore è il primo operatore sanitario che viene a contatto con un ferito o con un paziente), vi sono le difficoltà di farlo in un ambiente spesso disagevole, magari di notte, con il maltempo, in percorsi scomodi e faticosi o in zone disagiate (su strada, in zone impervie, all’ultimo piano di un palazzo o in condizioni di pericolo).
Per diventare milite soccorritore ci si deve preparare, principalmente su come affrontare un soccorso sanitario, in qualunque condizione ed in qualsiasi situazione, proprio per questo il primo passo è quello di provare a salire una volta su di un’ambulanza, con un equipaggio in servizio, per farsi un’idea su quale impegno sia.